Il prog rock, i Genesis e la bufala sulla pianta assassina NON TOCCATELA!

I Genesis in un live del 1974
Iniziamo subito a dire che non si tratta di una vera bufala, la pianta in questione esiste eccome, ed è

protagonista ogni anno di articoli allarmistici su vari siti e da articoli che precisano la situazione sui siti antibufale.

La pianta è una apiacea (o ombrellifera) dalle dimensioni ragguardevoli e dalla indubbia bellezza ornamentale, per la quale fu portata dalle zone del Caucaso fino a noi.


Heracleum mantegazzianum Sommier & Levier, 1895 è il suo nome scientifico, ma è conosciuta volgarmente come
Pànace di Mantegazza o di Mantegazzi o Pànace gigante, o meglio ancora con il suo nome inglese, che in questo articolo ci interessa molto di più: giant hogweed.

Pur essendo erbacea ha un'altezza tra i 2-5 metri (ma può arrivare anche ai 7 metri), oltre per le grandi dimensioni si riconosce per le  foglie di color verde brillante e fortemente lobate, il tronco è spesso e robusto, simile a quello del carciofo, con striature rosse e peli.

Prima puntualizziamo che la pianta è davvero pericolosa se toccata causa lesioni bollose che possono lasciare cicatrici permantenti e se la linfa raggiunge gli occhi provoca cecità (temporanea e permanente), ma queste caratteristiche sono presenti anche in piante molto più comuni in Italia come Chelidonium majus L. o erba dei porri, che ha un lattice vescicante abbastanza pericoloso oppure Ecballium elaterium (L.) A. Rich. (il cocomero asinino) che ha la capacità di sparare il succo dei suoi frutti (assieme ai semi), succo che può provocare gravi danni agli occhi.
Il Pànace invece pure essendo molto tossico non è in grado di "sparare" proprio nulla e basta maneggiarlo con i guanti (e in caso di contatto lavare la parte e lasciarla coperta dalla luce del sole per delle settimane, dato che i veleni della pianta interagiscono con la radiazione solare diretta e i raggi UV) e lasciare il suo abbattimento e la sua eradicazione a personale esperto e ben equipaggiato in sicurezza.

Quindi al di là di inutili allarmismi la pianta essendo una specie aliena (=non autoctona) inselvatichita è principalmente un pericolo per la flora locale più che per l'uomo (anche se è fondamentale la sua rapida rimozione da luoghi frequentati da bambini). In Italia non costituisce una reale emergenza anche se è presente in nelle vallate alpine, in Val d'Aosta, in Piemonte e in Liguria (ma è segnalata anche in Trentino e in altre zone).
Cartello di pericolo nel Derbyshare in Inghilterra
Ma ora torniamo al nome volgare inglese: giant hogweed: questa pianta ha anche ispirato una canzoni più belle e inquietanti dei Genesis: The Return of the Giant Hogweed, presente nell'album capolavoro del prog rock, Nursery Cryme del 1971, primo disco con la formazione storica (con Steve Hackett alla chitarra e Peter Gabriel famoso per i suoi costumi caratteristici come quello della foto di copertina di questo articolo)

In questa canzone i Genesis parlando della storia e delle effettive caratteristiche di questa pianta, immaginano uno scenario apocalittico in cui la pianta si vendica per essere stata strappata dal suo ambiente naturale e si diffonde nei giardini dell'Inghilterra (in cui è effettivamente molto presente e un grosso problema) e stermina il genere umano, in uno scenario da film horror romeriano.

Testo tradotto (qui il testo originale)
con note tra parentesi

Voltati e fuggi!
Niente può fermarle
In ogni fiume e canale la loro potenza sta crescendo      (difatti la pianta cresce           tipicamente vicino all'acqua)
Eliminiamole
Dobbiamo distruggerle
Si sono infiltrate in ogni città con il loro denso e oscuro odore ammonitorio

Sono invincibili
Sembrano immuni a tutti i nostri attacchi erbicidi (in realta il pànace gigante non è immune agli erbicidi, anzi il glifosato è raccomandato per la sua eradicazione seppur avendo controindicazioni dal punto di vista sanitario e ambientale)

Tempo fa sulle colline Russe (qui si intende il caucaso)
Un esploratore Vittoriano scoprì la pànace reale in un acquitrino
La catturò e la portò a casa (catturare come verbo è scelto apposta per la sua connotazione di "bestia" feroce)
La creatura botanica crebbe, cercando vendetta
La bestia reale non dimenticò
Lui ritornò a Londra
E fece dono della panace ai giardini reali di Kew

Non perdiamo tempo
Si stanno avvicinando
Presto, dobbiamo proteggerci e trovare un rifugio
Colpiamole di notte
Sono senza difese
Hanno tutte bisogno del sole per fotosintetizzare il loro veleno (ovviamente la pianta ha bisogno del sole per vivere, però è anche vero che l'azione ulcerante delle foglie avviene in concomitanza con la luce del sole, quindi è sicuramente meglio averci a che fare di notte)


Tuttavia sono invincibili
Tuttavia sono immuni a tutti i nostri attacchi erbicidi

Eleganti uomini di campagna avevano dei giardini selvatici coltivati
Nei quali hanno piantato ingenuamente la panace gigante nel terreno
La creatura botanica crebbe, cercando vendetta
La bestia reale non dimenticò
In poco tempo fuggirono, diffondendo i loro semi (i semi riescono a germinare anche dopo 15 anni)
Si prepararono per un assalto furioso minacciando la razza umana

L'onnipotente pànace è vendicata
I corpi umani presto conosceranno la nostra collera
Uccidili tutti con i tuoi peli della panace
HERACLEUM MANTEGAZZIANI

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