Una intervista ad Ecomission sulla loro gamma di veicoli elettrici e sulla mobilità elettrica in generale

1) Intanto direi di presentare Ecomission ai nostri lettori, di cosa vi occupate, cosa fate, dove è la vostra sede e quello che volete dirci.


Ecomission è un ramo d’azienda di Teknit srl  , società di  produzione e commercializzazione di schede elettroniche  nata nel 1984 . Ecomission  è stata una idea  da noi lanciata nel 2006  avente a tema  la mobilità elettrica. Nel 2009 abbiamo iniziato ad importare e commercializzare scooter elettrici cinesi  poi  nel 2012 abbiamo omologato ed iniziato a produrre uno scoter nostro dal nome Ecojumbo in categoria L3.  Un motociclo di buone prestazioni se paragonato ad un omologo 125cc. In fase di progettazione non avevamo tenuto conto che la diffusione delle colonnine stradali non sarebbe stata così capillare e massiccia e quindi abbiamo pagato lo scotto di veder ridotto  il volume delle vendite e quindi  la produzione è proseguita sino a dicembre 2016.
Attualmente stiamo riprogettando  un nuovo scooter di pari prestazioni ma con batterie estraibili che sarà presentato a fine anno  in corso.

2) Chi segue il settore della mobilità elettrica vi conosce principalmente per gli scooter elettrici, come mai avete deciso di puntare anche sulle biciclette a pedalata assistita?

Le biciclette elettriche sono state una logica conseguenza  commerciale  avendo percepito che la richiesta era  in continua crescita e vi erano spazio in azienda per lavorare anche su questo segmento.


3) Io ho una fat bike (per i lettori che non lo sanno, sono biciclette con ruote da 4 pollici in su di larghezza) e quindi vi voglio fare questa domanda: nel vostro catalogo ci sono ben quattro fat bike elettriche, le fat bike hanno avuto un periodo di moda e poi diciamo che sono rientrate più in una nicchia di mercato, perché puntare con ben quattro modelli di fat bike? Pensate che una certa ritrosia da parte del cliente medio derivi dal fatto che molti non le hanno mai provate? L’Italia essendo un paese di mare, volete puntare sulle grandi possibilità che hanno questi mezzi nelle zone costiere (pinete, dune, spiagge…)?

Le fat bike continuano a suscitare interesse per la loro originalità e quindi continuiamo a promuoverle poiché rispondono a molte esigenze  di percorso.


4) I vostri motori sono tutti Bafang, perché avete scelto questi motori e monterete sempre quelli?

I motori Bafang per la nostra esperienza hanno un ottimo rapporto  prezzo qualità.


5) In catalogo avete anche una e-bike (la IBEX) con motore centrale Bafang, perché la scelta del motore centrale Bafang e non Bosch (che è il più montato)?

Idem


6) Nel vostro catalogo uno dei modelli che cattura più l’attenzione è una “biciambulanza” la Hummer-Emergency, che caratteristiche ha ed è già stata adottata in qualche stabilimento balneare, spiaggia od altro?

La bici ambulanza è stato un curioso esperimento di marketing ,abbiamo molti contatti in via di definizione.

7) Nel vostro catalogo ci sono anche biciclette da 500 Watt che a norma di legge non possono circolare in strada ma solo in spazi privati, pensate che la legge sui velocipedi a pedalata assistita sia troppo restrittiva? Pensate che il legislatore debba mettere mano alle norme, magari ispirandosi a quelle degli Stati Uniti?

Anche sulle bici elettriche vengono richieste prestazioni sempre più importanti, bisogna adattarsi in attesa che il legislatore  ampli la gamma di potenza.


8) E come ultima domanda: quanto credete nella mobilità elettrica in Italia? E secondo voi ha più margini di successo di mercato e nella società, nelle due ruote o nelle quattro?

La mobilità del prossimo futuro sara leggera ed elettrica ,se non fossimo convinti di questo avremmo già abbandonato il settore come  già altri prima di noi  hanno fatto per ragioni diverse.
Le 4 ruote hanno spazi di business maggiori e quindi  è  ovvio che da li partirà il maggior sviluppo.

Ringraziamo Ecomission per la disponibilità